Come leggere le etichette alimentari - Nuova Terra
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Etichette alimentari


Le etichette sono la guida alla scelta di un prodotto alimentare e andrebbero lette. Questo il primo consiglio, non così scontato per molti consumatori. Sano, buono, genuino, naturale, leggero sono solo parole e spesso non corrispondono alla realtà, o al nostro standard alimentare. Un merendina di buona qualità è più sana di una fatta con ingredienti molto economici, ma resta junk food se paragonata ad una torta fatta in casa. Tutto è relativo e solo le etichette possono aiutarci.
Un detto recita: non comprare nulla che tua nonna non sarebbe in grado di capire. Leggi, non acquistare nulla con sigle, diciture o ingredienti sconosciuti fino 50 anni fa. Un ottimo punto di partenza, ma spesso anche gli ingredienti più naturali hanno nomi complicati e rischiano di essere demonizzati per nulla.

Carbodrati o zuccheri

I carboidrati semplici sono gli zuccheri, quelli che apportano energia immediata all’organismo ma che se non consumati finiscono anche nell’immediato nei depositi di grasso. Alzano l’indice glicemico e andrebbero consumati con moderazione. I carboidrati complessi, o amidi, rilasciano energia sul lungo periodo e sono quelli che ci servono per affrontare le giornate. Dovrebbero essere circa il 50% della nostra dieta mediterranea quotidiana.

Grassi: si e no

I grassi saturi sono quelli pericolosi per la salute, che innalzano il colesterolo cattivo e mettono a rischio di malattie cardiovascolari. I grassi insaturi sono quelli di origine vegetale, come l’olio d’oliva ed insieme ai grassi polinsaturi (quelli del pesce) dovrebbero rappresentare il 20% almeno della nostra alimentazione.
Un alimento con basso contenuto di colesterolo non è per definizione sano, infatti potrebbe contenere dei grassi trattati artificialmente, come i grassi idrogenati e la margarina – non naturali e da evitare.

Le fibre

Sempre le benvenute sia che siano solubili che insolubili. Le prime interferiscono con l’assorbimento di grassi e zuccheri e mantengono bassi i livelli della glicemia e del colesterolo nel sangue. Le seconde aiutano il transito intestinale.

Naturali, in che senso?

La dicitura “aromi” significa aromi artificiali, 100% chimici quindi, mentre gli “aromi naturali” sono estratti, concentrati, essenze derivati da una materia prima originariamente vegetale.
Tutti i vari E102, E201 ecc... sono invece additivi, sostanze aggiunte per addensare, colorare, emulsionare o dolcificare gli alimenti – inutile dire che meno sono meglio è. Sbagliato però demonizzarli tutti poiché alcune sigle nascondono solo ingredienti naturali, come ad esempio l'acido ascorbico - semplice vitamina C.
In etichetta una cosa sono i valori nutrizionali al “pezzo” ossia al prodotto che abbiamo in mano, altro sono i valori “a porzione” che può differire di molto, e spesso in negativo, rispetto a quello che si è acquistato.

La scadenza

Prima di cestinare un alimento “scaduto” sarebbe meglio prima verificare se la scandenza è un termine invalicabile o se è solo un’idea di massima sui tempi di consumo. Entrambe sono presenti sui prodotti più comuni e spesso vengono confuse.

"Da consumarsi preferibilmente entro" significa che dopo la data indicata alcune caratteristiche nutrizionali indicate in etichetta potrebbero non essere più valide, ma non che dopo tale limite l’alimento non è più indicato all’alimentazione umana. Non va quindi gettato!
"Da consumarsi entro" significa invece che dopo la data indicata il prodotto potrebbe essere deteriorato, e il produttore non lo garantisce in alcun modo. Anche in questo caso ciò non significa spazzatura assicurata, ma di valutare con attenzione il prodotto prima di consumarlo, e di farlo in fretta – senza contribuire allo spreco alimentare ed economico.

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